Cito la famosa locuzione latina “de gustibus non disputandum est” per mettere le mani avanti: questa è una classifica strettamente personale.
Quest'anno ho ascoltato centinaia di dischi, ma migliaia di altri mi saranno sicuramente sfuggiti (il tempo, purtroppo, è quello che è).
Con grande soddisfazione, però, ecco i 10 titoli usciti nel 2025 che ho amato di più e che continuo a riascoltare a ripetizione.
1. Hayley Williams – Ego Death at a Bachelorette Party
Il terzo atto solista della frontwoman dei Paramore è un’opera di libertà assoluta. Dopo aver chiuso un contratto ventennale con una major, Hayley torna con un progetto indipendente dal rollout originale.
Musicalmente è un mosaico di alternative pop, trip-hop e shoegaze.
È un disco meraviglioso, vulnerabile, onesto, che parla di depressione e rinascita con una produzione che non stanca mai. Il suo lavoro più maturo.
2. Lady Gaga – Mayhem
Gaga è tornata, ed è più "Monster" che mai.
Mayhem è un’esplosione di energia caotica, teatrale e profondamente dance.
Prodotto con nomi del calibro di Gesaffelstein e Andrew Watt, l’album flirta con l’industrial e l’electroclash operistico, evocando lo spirito di Bowie e dei Nine Inch Nails.
Tra il tormentone "Die With a Smile" e pezzi più oscuri, Gaga riscopre la gioia del pop dopo anni di sperimentazioni, regalandoci un disco che domina le classifiche e il cuore.
3. Damiano David – Funny Little Fears
Il debutto solista del frontman dei Måneskin è un cambio di rotta netto e coraggioso. Lontano dal glam-rock della band, Damiano si mette a nudo con un alt-pop melodico e intimo.
Scritto a Los Angeles durante un periodo personale complicato, il disco è un "manuale" per affrontare le proprie fobie.
È catartico, teatrale e spiazzante: un album che cresce ascolto dopo ascolto, rivelando un artista capace di grande vulnerabilità.
4. Selena Gomez & benny blanco – I Said I Love You First
Un progetto nato da una storia d’amore reale, e si sente.
Questo album collaborativo è un abbraccio pop morbido e retrò, che spazia tra ballad acustiche e influenze new wave.
Non cercate i banger esplosivi del passato; qui regna l’autenticità.
La complicità tra i due è palpabile, specialmente in collaborazioni delicate come quella con Gracie Abrams o nel remake bilingue con i The Marías.
Un disco "cozy", perfetto per i momenti di riflessione.
5. Djo – The Crux
Joe Keery (l’indimenticabile Steve Harrington di Stranger Things) conferma di essere un musicista di razza.
Con The Crux, mette da parte i synth psichedelici per abbracciare un indie-rock anni '70/'80 che ricorda Paul McCartney e gli ELO.
È un album caldo e nostalgico, che esplora il peso della fama e le connessioni umane. Nonostante il successo virale di "End of Beginning", Joe dimostra con queste 12 tracce di non essere solo "quello della serie TV", ma un autore solido e profondo.
6. Kemopetrol – Engine
Il grande ritorno della band finlandese dopo 13 anni di silenzio.
Engine è un electro-pop raffinato, venato di quella malinconia nordica che li ha sempre resi unici.
Tra archi eleganti e beat che ricordano Madonna di Ray of Light, la voce iconica di Laura Närhi ci guida in un viaggio atmosferico e "sotto il radar".
È probabilmente il loro lavoro più forte degli ultimi vent’anni: un gioiello per chi ama i suoni dreamy e curatissimi.
7. Demi Lovato – It’s not that deep
Dopo le parentesi rock, Demi torna al pop puro con un obiettivo chiaro: divertirsi.
Il titolo non mente: è un disco spensierato, clubby, influenzato dall'hyperpop e dall'house. Non scava nei traumi del passato, ma celebra il desiderio e la libertà.
Undici tracce compatte e super ballabili che hanno dominato le piste da ballo quest'anno.
Se cercate una Demi sexy e carica di energia, questo è l'album perfetto.
8. Bush – I beat loneliness
A trent’anni da Sixteen Stone, Gavin Rossdale ha ancora molto da dire.
Questo decimo album è un mix potente di grunge classico e tocchi elettronici moderni.
È un disco muscolare ma vulnerabile, che affronta temi come la salute mentale e la resilienza. La struttura è interessante: la prima metà ti colpisce con riff pesanti, la seconda ti porta a riflettere con ballad introspettive.
Un ritorno solido per una band che non smette di evolversi.
9. Rosalía – Lux
Arrivato a fine anno come un fulmine, Lux è un’opera monumentale e trascendente.
Rosalía ha creato un disco d'avanguardia registrato con la London Symphony Orchestra, cantando in ben 13 lingue diverse.
Diviso in quattro movimenti, esplora il misticismo femminile e la spiritualità tra elettronica buzzing e orchestrazioni sinfoniche.
È un ascolto impegnativo, quasi sacro, che richiede attenzione totale, ma che ripaga con emozioni devastanti.
Semplicemente fuori categoria.
10. MARINA – Princess of Power
Il ritorno trionfale della "regina" del pop intelligente.
Dopo anni più introspettivi, MARINA torna con un disco indipendente, euforico e sfacciatamente dance.
Ispirato alla disco anni '80 di ABBA e Madonna, Princess of Power è un inno all'empowerment femminile e alla riscoperta del piacere.
È giocoso, provocatorio e campy: il mix perfetto di leggerezza e forza che solo lei sa orchestrare.
Cosa ne pensi di questa selezione? C'è qualche album che avresti aggiunto o che ti ha stupito quest'anno? Fammelo sapere.
Francesco Marchiori Zana
